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Appello per il cinema

Vogliamo invitare la cittadinanza a riflettere e discutere sulla imminente chiusura delle poche sale cinematografiche cittadine rimaste.

Non è pensabile che un capoluogo di provincia possa fare a meno di ospitare il cinema, non solo spettacolo e forma di divertimento, ma veicolo culturale, strumento di conoscenza, fonte di riflessione e di ripensamento della realtà ed anche occasione di incontro ed aggregazione.

Una città come Lecco non può restare priva di sale cinematografiche, pur in una crisi che interessa molte città italiane.

Non possiamo accettare supinamente una realtà che può essere migliorata, con il contributo di tutti gli amanti e gli appassionati di cinema.

Appello per Lecco raccoglie la sfida e propone una rassegna cinematografica di qualità in collaborazione con l’Associazione Dinamo Culturale, promuovendo la proiezione di 4 pellicole di autori italiani, in prima visione cittadina e con la presenza dei registi in sala.

La scelta dei luoghi non è casuale: il Cinema Mignon e il Cinema Nuovo potrebbero chiudere a breve i battenti, il Centro Sociale di Germanedo è un luogo meno conosciuto, che può diventare il punto di riferimento per un altro modo di proporre e di fruire dei film, infine il Centro Commerciale le Meridiane presentato non solo come luogo di consumo, ma possibile veicolo anche di eventi culturali.

Cinema quindi come realtà versatile che necessita però di un luogo.

Luogo da cui si può prescindere se c’è qualità, ma qualità che non può essere offerta con continuità e costanza in assenza di un luogo.

Appello per Lecco con questa iniziativa getta un seme.

Occorre ora che le istituzioni, dal Comune alla Provincia, ma anche altri soggetti pubblici e privati, si impegnino a ridestare interesse per il cinema consentendone la sopravvivenza.

Guarda la cartolina:

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Posted in capire la storia del cinema, Cineforum.

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One Response

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  1. betta says

    tutto vero, però…
    l’ultima volta che sono stata al Nuovo – poche settimane fa – sul pavimento vi era ancora la sporcizia degli spettatori dello spettacolo precedente.
    erano le 18 del pomeriggio ed in sala ci saranno state si e no 20 persone, dubito che allo spettacolo delle 15 ve ne fossero molte di più.
    in tutta sincerità ho cercato di non pensare, appoggiando il capo a quelle poltroncine che ad occhio avranno più o meno la mia età, quando fosse stata l’ultima volta che qualcuno le avrà pulite.
    certamente va ridestato l’interesse per il cinema e quindi benvenute iniziative di ogni genere e sorta, ma non dimentichiamoci anche il servizio, soprattutto quando costa e costa molto ad una famiglia.
    io e i miei due figli: 21 Euro di ingresso e 17 Euro di 3 bicchieri di coca-cola (annacquata) e 2 cartocci di pop-corn??!!
    e stendiamo un velo pietoso sul discorso igiene di chi prima ti strappa il biglietto d’ingresso e poi a mani nude ti da i pop-corn.
    insomma, io nom credo che le persone non vadano al cinema e neppure che a tutti piaccia recarsi sino a Lissone o Curno o chissà dove solo per il gusto della multi-sala (che è una gran bufala), è che non c’è molto da scegliere.

    ps sono una che si è vista Dies Irae in lingua originale con sottotitoli al centro sociale di germanedo, quindi la mia considerazione è solo una questione di equità tra offerta/servizio e costo.

    grazie dell’ospitalità